Laurea Magistrale in ENGINEERING FOR SAFETY OF CRITICAL INDUSTRIAL AND CIVIL INFRASTRUCTURES

Corso di studi
ENGINEERING FOR SAFETY OF CRITICAL INDUSTRIAL AND CIVIL INFRASTRUCTURES
Corso di studi in inglese
ENGINEERING FOR SAFETY OF CRITICAL INDUSTRIAL AND CIVIL INFRASTRUCTURES
Titolo
Laurea Magistrale
Classe MIUR
Classe delle lauree magistrali in Ingegneria della sicurezza - LM-26 (DM270)
Durata
2 anni
Crediti
120
Dipartimento
DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA DELL'INNOVAZIONE
Sito web del corso
Lingua
ITALIANO/INGLESE
Sede
Lecce
Anno di erogazione
2023/2024
Tipo di accesso
Corso ad accesso libero
Profili professionali formati
2.2.1.1.1 - Ingegneri meccanici
2.2.1.6.1 - Ingegneri edili e ambientali
Informazioni aggiuntive

Descrizione del corso

Il corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per la sicurezza delle Infrastrutture critiche industriali e civili consente di sviluppare capacità di comunicazione relazionali così da fornire agli studenti l’abilità a comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità i risultati del proprio studio e le proprie idee anche a carattere innovativo a interlocutori specialisti e non specialisti, in diversi contesti industriali e sociali
Le abilità comunicative saranno sviluppate in maniera organica durante tutto il percorso di studi, incoraggiando la partecipazione attiva degli allievi a tutte le diverse attività previste. L’erogazione di alcuni curricula del corso in lingua inglese mira a consolidare le competenze linguistiche degli studenti così da poterli proiettare in contesti lavorativi anche di tipo internazionale. Anche i curricula erogati in italiano prevedranno l’impiego di materiale bibliografico e materiale didattico in lingua inglese. Inoltre, in tal caso sarà incentivata in modo ancora maggiore l’internazionalizzazione favorendo la partecipazione degli studenti a programmi Erasmus.
Le abilità comunicative, sia scritte che orali saranno sviluppate nel corso delle attività formative che prevedono la preparazione di relazioni, documenti scritti e
la loro esposizione orale, ma specialmente mediante prove d’esame ed eventuali prove in itinere, che prevederanno presentazioni e
dissertazioni scritte, orali e multimediali. In tali occasioni, i docenti terranno conto anche di questi aspetti nella valutazione finale dello studente. Gli allievi saranno stimolati a comunicare, motivare e valorizzare verso i docenti e gli altri studenti le scelte progettuali e le valutazioni di merito attraverso attività di team working



I laureati magistrali in Ingegneria per la Sicurezza delle Infrastrutture critiche e delle costruzioni potranno sviluppare in autonomia analisi del rischio multi-criterio in ambiti complessi, analizzare dati ed informazioni per progettare e gestire sistemi produttivi - con le relative costruzioni- e infrastrutture critiche resilienti formulando giudizi e scelte tecniche in ottica integrata e multidisciplinare, e dimostrando di possedere capacità critica. Ciò al fine di essere in grado di valutare le reali potenzialità e i limiti degli strumenti e degli approcci utilizzati, anche in situazioni critiche quali le situazioni di emergenza.
Tale autonomia di giudizio sarà acquisita grazie alle metodologie didattiche proposte, che integreranno attività pratica in laboratorio con esercitazioni teoriche e sviluppo di progetti (sviluppati in autonomia o con team working) relativi ai singoli corsi del percorso formativo.
L'obiettivo formativo sarà perseguito anche incentivando incontri e colloqui con esponenti del mondo del lavoro promossi attraverso seminari e partecipazione a conferenze, visite guidate in aziende e centri di ricerca, presentazione e studio di specifici casi industriali sui quali esprimere valutazioni preliminari, proposte di intervento, analisi dei risultati attesi.
La verifica dell'acquisizione dell'autonomia di giudizio da parte dello studente avviene anche tramite la valutazione in sede d'esame, nello svolgimento del tirocinio e nella preparazione della prova finale.
La prova finale si conclude con la redazione di una tesi con caratteri di originalità, la quale prevede lo svolgimento di un tema progettuale sviluppato ad elevato grado di innovatività. La tesi deve essere presentata e discussa davanti ad apposita commissione durante la prova finale, tesa a dimostrare la
padronanza degli argomenti, la capacità di operare in modo autonomo e un buon livello di capacità di comunicazione.


Tutte queste attività permettono agli studenti del corso di esercitare e sviluppare le proprie capacità di comunicazione, nonché quelle di approfondimento e rielaborazione dimostrando il proprio grado di autonomia nello specifico settore dell’Ingegneria della Sicurezza.
Le attività orientamento in ingresso sono svolte grazie ad una pianificata collaborazione tra il Centro di Orientamento di Ateneo (C.Or.T.) e il Dipartimento e mirano ai seguenti obiettivi:

• favorire una maggiore consapevolezza alla scelta universitaria fornendo informazioni dettagliate sull'organizzazione dell'Università, l'articolazione dei corsi di studio, gli sbocchi occupazionali, i servizi di supporto alla didattica, gli incentivi alla frequenza (Diritto allo studio ed incentivi vari), mobilità internazionale;

• migliorare la preparazione iniziale prevedendo la frequenza di moduli tenuti da docenti delle materie di base dei corsi di studio scientifico-tecnologici e lo studio del materiale didattico da essi predisposto, eventualmente con la collaborazione dei docenti degli Istituti di Istruzione Superiore;

• favorire l'esatta percezione delle attività proprie dei corsi di studio scientifico-tecnologici prevedendo la frequenza di moduli su argomenti caratterizzanti i singoli corsi e progettati in collaborazione con docenti degli IISS;

• incentivare l'immatricolazione degli studenti più meritevoli prevedendo l'immatricolazione diretta a coloro che avranno superato il test finale con un determinato punteggio;

• selezionare i partecipanti in base alla motivazione.

La realizzazione delle attività di orientamento in ingresso che si avvale del prezioso contributo del C.Or.T dei docenti e dell'azione di coordinamento del Responsabile Didattico si articola in diverse fasi:

la prima fase prevede l'organizzazione di giornate “Open Day” presso il Dipartimento a cura del Direttore e dei docenti afferenti destinate agli studenti degli istituti superiori reclutati dal C.Or.T. Inoltre tale attività promozionale viene rinforzata con una serie di interventi, sempre da parte dei docenti, presso gli istituti superiori interessati. Il contributo didattico-promozionale segue un calendario redatto dal C.Or.T. in armonia con la disponibilità dei relatori;

Questa fase permette la descrizione delle specificità e la descrizione dei corsi di studio evidenziando gli sbocchi occupazionali e promuovendo i servizi di supporto alla didattica, gli incentivi alla frequenza e la mobilità internazionale.

Si deve per altro notare che il Progetto “Patto Territoriale” non riguarda solo diverse proposte di percorsi formativi universitari, ma anche la realizzazione della piattaforma federata “Open Apulian University”, realizzata a partire dall’infrastruttura per l’innovazione didattica gestita dal Centro per l’e-learning dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, che svolgerà azioni di supporto e coordinamento delle attività didattiche degli Atenei aderenti anche per consentire l’ampliamento dell'offerta formativa in modalità e-learning sia per supportare l’innovazione dell’offerta già esistente.

Per altro, il Patto Territoriale stesso propone un nuovo modello di Orientamento per progettare e realizzare le iniziative formative oggetto della proposta, che si basa sull'interdisciplinarietà e mescola diversi approcci 'pragmatici' dell'istruzione, come Learning by doing, Learning in action, Learning on demand, Problem based learning.
In 'orientamento e tutorato in itinere' sono comprese tutte le attività miranti a fornire un'assistenza agli studenti prima e durante il loro percorso universitario, in modo che questo possa svolgersi nei tempi previsti dai regolamenti didattici e in maniera proficua dal punto di vista della formazione delle competenze professionali e umane. Le attività di tutorato sono quindi distinte dalle attività didattiche istituzionali, anche se possono essere a servizio, o di complemento, di queste. Le attività di tutorato possono essere svolte da studenti della laurea magistrale, da dottorandi, da docenti e da esterni.

I docenti tutor del Corso di Studi svolgono principalmente tutoraggio in relazione alle esigenze degli studenti durante il loro percorso formativo.

Inoltre, il corso di studi in collaborazione con il CORT promuove un servizio di orientamento finalizzato a fornire strumenti per accedere alle informazioni relative al corso di studio, alle attività formative, alle opportunità di studio all’estero e alle possibilità di occupazione o di prosecuzione degli studi in altri programmi formativi.

Il Corso di studi utilizza diversi canali di comunicazione tra cui il sito web di diaprtimento (nela sezione didattica) per comunicare i riferimenti dei docenti tutor e del settore amministrativo in modo da fornire una chiara informazione agli studenti in caso di necessità organizzative o gestionali.

Gli studenti che appartengono a particolari categorie (esempi: studenti con esigenze specifiche come studenti lavoratori, diversamente abili, con figli piccoli, studenti atleti etc.) possono beneficiare di specifiche agevolazioni previste dai Regolamenti vigenti disponibili sul portale di Ateneo al seguente link: https://www.unisalento.it/regolamenti-studenti
In particolare si prevedono:
Contratti di collaborazione studentesca
Sostegno alle Attività Culturali e Associative degli studenti dell'Università del Salento
Regolamento speciale studenti part-time
Regolamento speciale degli Studenti Atleti
Regolamento per il sostegno delle attività associative degli studenti (D.R. 311 del 5/06/2017)
Regolamento per la presentazione e la selezione degli interventi per il miglioramento dei servizi didattici e di formazione dell'Ateneo
Premi di studio per laureandi e per attività di formazione in strutture all’estero (traineeship)

L'ufficio Integrazione Disabili dell'Università del Salento si occupa di agevolare il percorso universitario degli/lle studenti/esse con disabilità e con DSA, offrendo accoglienza, orientamento e informazioni.
STUDENTI/ESSE CON DISABILITÀ
Questi i servizi erogati:
Assistenza e consulenza amministrativa
Esami personalizzati per i test di ingresso
Benefici economici
Libri di testo in formato alternativo
Libro Parlato Lions
Prestito bibliotecario e notebook
Strumentazione per non vedenti
Contatti con i docenti
Tutoraggio didattico
Servizio di trasporto
Rapporti con l’esterno e con altri Atenei
Mobilità internazionale
STUDENTI CON DSA
L'Università del Salento agevola il percorso degli/lle studenti/esse con Disturbo Specifico di Apprendimento, previa dichiarazione di possesso della certificazione sul portale studenti.
Questi i servizi erogati:
Libri di testo in file
Esami personalizzati per i test di ingresso
Contatti con i docenti
Tutoraggio didattico


Il processo formativo ha l’obiettivo di far acquisire agli studenti le conoscenze utili a sviluppare la propria attività professionale in autonomia e con elevato profitto nel settore della sicurezza e resilienza di sistemi complessi e di costruzioni civili. Al termine del processo formativo lo studente avrà acquisito la consapevolezza della necessità dell’apprendimento continuo – essenziale nell’ambito specifico
del settore del corso –, la capacità di acquisire autonomamente nuove conoscenze di carattere multi-disciplinare tecnico specialistiche nel settore della sicurezza industriale e delle opere civili. Per il raggiungimento di questi obiettivi saranno molto efficaci le esperienze di tirocinio, in particolare se svolti all'estero da preferire per il curriculum erogato in lingua inglese, nell'ambito delle quali gli studenti si confronteranno con la complessità delle situazioni reali che necessitano capacità di auto-organizzazione, di sintesi critica e l'acquisizione autonoma di informazioni e competenze. Gli eventuali periodi di formazione all'estero contribuiranno in maniera determinante allo sviluppo delle capacità autonome di apprendimento. Il sistema di apprendimento proposto nel corso di studio consentirà allo studente di proseguire eventualmente gli studi ingegneristici in ambito professionale con autonomia, consapevolezza e perspicacia, così da inserirsi compiutamente nel mondo del lavoro, riconoscendo che efficacemente nei potenziali diversi settori lavorativi in cui potrà trovare occupazione. La verifica delle capacità di apprendimento è effettuata attraverso le eventuali prove in itinere, gli esami di profitto, i lavori di gruppo ed attraverso i colloqui con il docente durante la preparazione della tesi di laurea, anche in occasione della frequenza dell’annesso laboratorio. Essa sarà anche efficacemente sviluppata durante i tirocini presso aziende, enti, centri di ricerca, studi professionali oppure durante i periodi di formazione in sedi diverse o all'estero
Il Corso di Laurea Magistrale (CdLM) in Ingegneria per la Sicurezza delle Infrastrutture critiche Industriali e Civili (Engineering for Safety of critical Industrial and Civil Infrastructures) vuole formare un ingegnere con conoscenze e competenze specifiche per un approccio interdisciplinare e di sistema alle infrastrutture industriali e civili, in considerazione del loro rapporto con il territorio e la società, e con attenzione agli aspetti cyber-fisico che caratterizzano ii sistemi ingegneristici. La proposta del corso di laurea magistrale riguarda lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità ingegneristiche multi-disciplinari e inter-settoriali nel settore della sicurezza delle infrastrutture critiche di tipo industriale e civile, essenziali oggigiorno per rispondere alle nuove sfide tecnologiche e ingegneristiche emergenti nel contesto nazionale ed internazionale.
Il Corso di Laurea si inserisce nell’ambito della classe della laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza (LM 26), che costituisce – per sua natura - un ambito 'trasversale' ed interdisciplinare tra diverse discipline
ingegneristiche; in particolare, il corso mira a sviluppare competenze multi-disciplinari e inter-settoriali nel settore della sicurezza delle infrastrutture critiche di tipo civile ed industriale, essenziale oggigiorno per rispondere alle nuove sfide emergenti nel contesto nazionale ed internazionale.
La laurea magistrale in Ingegneria per la sicurezza di infrastrutture critiche industriali e civili mira a fornire solide
competenze sui modelli quantitativi di valutazione dei rischi “tradizionali” (p.e. impiantistici, strutturali) in sistemi complessi, ma anche dei rischi antropici legati al territorio, che caratterizzano le infrastrutture civili (p.e. strade, ponti, reti idriche, costruzioni in ambito urbano, grandi opere) e industriali (per esempio, impianti di produzione di energia e di stoccaggio di combustibili, comunità energetiche), insieme con gli strumenti, le strategie e le tecnologie più efficaci per la prevenzione e gestione di tali rischi in condizioni normali di esercizio e di emergenza. La presenza di curricula specialistici che approfondiscono specifiche tematiche nell’ambito di rischi specifici e/o strategie di mitigazione dei rischi che caratterizzano le infrastrutture critiche civili e industriali consentiranno di completare la formazione fornendo competenze in questi ambiti specifici dell’ingegneria civile ed industriale. Ma non vi è solo il tema del rischio e della sicurezza, ma anche l’approccio alla resilienza dei sistemi ingegneristici, sia in fase progettuale che in fase di gestione degli stessi. Tali conoscenze vengono poi specializzate per un'applicazione più specifica nei settori dei sistemi ingegneristici industriali e civili, con la proposta di appositi curricula.
Pertanto, il nuovo CdLM disegna essenzialmente una figura professionale ingegneristica in possesso di una solida preparazione interdisciplinare nell’ambito della sicurezza e resilienza industriale e civile, che opera nell’ambito della gestione delle sicurezza nelle infrastrutture critiche civili ed industriali applicando modelli, metodologie, tecnologie per garantire una prevenzione efficace dei rischi industriali, strutturali e antropici, ed una gestione resiliente di tali sistemi, anche in situazioni calamitose per le quali si richiede di sviluppare e mettere in pratica interventi di mitigazione e protezione dagli specifici rischi.
Nel percorso comune del CdLM, sono fornite competenze legate:
alla identificazione del rischio (hazard) attraverso la quantificazione della pericolosità, della esposizione e vulnerabilità della specifica infrastruttura tramite metodologie quantitative;
ai modelli per l’analisi quantitativa dei rischi strutturali in infrastrutture sia di tipo civile sia industriale;
ai modelli organizzativi (quali le organizzazioni ad elevata affidabilità) di gestione del rischio in ottica resiliente e sostenibili p.e. che supportano approcci sia di tipo preventivo sia proattivo (business continuity);
ai modelli di base per l’utilizzo di tecnologie digitali per l'analisi delle informazioni con approcci cyber-fisici applicati alle fasi di monitoraggio di infrastrutture civili ed industriali;
alle metodologie per la progettazione e gestione di infrastrutture resilienti, con particolare riferimento alle infrastrutture energetiche;
alla normativa internazionale e nazionale in merito alle problematiche di sicurezza e resilienza delle infrastrutture civili ed industriali;
alla progettazione di strumenti per la mitigazione di rischi specifici caratterizzanti le infrastrutture critiche civili ed industriali e di piani per la gestione dell’emergenza.
Il percorso formativo si articola in curricula erogati in lingua italiana (presso il Politecnico di Bari) e in inglese (presso l’Università del Salento).
L’articolazione in curricula permette poi l’acquisizione di competenze specialistiche nell’ambito di specifici ambiti tematici, quali la sicurezza impiantistica e strutturale di infrastrutture industriali e civili, la progettazione di strumenti e strategie volte a mitigare i rischi specifici, con particolare riferimento ai rischi antropici che coinvolgono sempre di più le infrastrutture civili ed industriali.
Il tirocinio curriculare consente allo studente la comprensione dei legami tra teoria e pratica professionale e l’integrazione tra le conoscenze teoriche, acquisite nel CdLM e le applicazioni concrete nella prassi professionale, oltre che
l’apprendimento di procedure e metodologie tipiche della professione di ingegnere.
La didattica adotta un approccio innovativo e multidisciplinare basato su casi di studio, approcci esperienziali, coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti nelle attività di formazione, partecipazione a openlabs e a contamination labs, e attività’ laboratoriale e/o progettuale, senza escludere specifiche visite in-situ, mirante ad affiancare gli strumenti tradizionali a quelli più innovativi, quali strumenti digitali e strumentali di ultima generazione.
Il corso di studi prevede una didattica caratterizzata da una forte integrazione con le imprese ed enti - che saranno coinvolti attraverso l’organizzazione di seminari, convegni e visite aziendali, attività di carattere laboratoriale e tirocini: in tal modo, la didattica sarà pienamente integrata con le esigenze del mercato del lavoro, migliorando il potenziale di placement dei laureati in uscita.
Il percorso formativo nasce come inter-ateneo tra l’Università del Salento e il Politecnico di Bari: tra le due università è già attiva una collaborazione anche su queste tematiche di ricerca con l’istituzione di un dottorato inter-ateneo in Ingegneria della Sicurezza e Sostenibilità. Gli Atenei coinvolti promuoveranno attività finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro mediante interazione con imprese ed enti che operano sia sul territorio locale, sia su scala nazionale, e che sono coinvolti a vario titolo nella gestione e protezione delle infrastrutture critiche.
Il tema della sicurezza delle Infrastrutture Critiche – in particolare di quelle civili ed industriali – sta emergendo in maniera sempre più evidente; risulta impellente la formazione di figure professionali altamente specializzate nella definizione di strategie connesse per garantiregarantirne l'integrità, la protezione dal rischio fisico e per assicurare resilienza all’intero sistema dei Servizi nazionali anche alla luce delle mutate condizioni meteo-climatiche, degli impatti dei fenomeni idrogeologici e sismici e dei problemi di invecchiamento ed usura delle strutture medesime. Negli ultimi anni insieme ai tradizionali problemi legati alla sicurezza fisica degli impianti e delle costruzioni (per esempio,p.e. sicurezza industriale, antincendio, malfunzionamenti accidentali, etc.), stanno infatti emergendo con effetti sempre più gravosi, nuove tipologie di rischi generati da azioni antropiche e naturali (p.e. terremoti, cambiamenti climatici), che possono influenzare il livello di sicurezza ed affidabilità delle infrastrutture civili ed industriali. Queste problematiche sono amplificate nelle infrastrutture critiche civili ed industriali, dove i potenziali danni possono avere impatti rilevanti non solo sul singolo sistema ma sull’intero territorio nazionale, e sovranazionale. Su questa linea l’Unione Europea ha recentemente emanato la Direttiva 829/2020 (CER, Critical Entity Resilience) e della Direttiva (UE) 2022/2557 del 14 dicembre 2022 sulla resilienza delle entità critiche, identificando linee guida strategiche a cui ciascun Stato Membro dovrà uniformarsi, per creare un’area di protezione omogenea e resiliente traresilientecoerente tra tutti gli Stati Membri. Aal fine di aumentare la sensibilità verso questi temi e ridurre l’esposizione dei cittadini ai danni che un incidente a un’la mancanza di Infrastruttura critica e la relativa mancanza dei e e dei Servizi primari - a tutti livelli partendo dal quello urbano fino ad arrivare ad un’estensione territoriale più ampia- possono provocare, si propone un . La proposta del nuovo percorso formativo, che rappresenta l'occasione per formare professionalità in grado di affrontare e proporre strategie innovative per garantiregarantirne protezione e resilienza in condizioni di emergenza.
La laurea magistrale in Ingegneria per la sicurezza di infrastrutture critiche industriali e civili mira a fornire solide
competenze sui modelli quantitativi di valutazione dei rischi “tradizionali” (p.e. impiantistici, strutturali) in sistemi complessi, ma anche dei rischi antropici legati al territorio, che caratterizzano le infrastrutture civili (p.e. strade, ponti, reti idriche, costruzioni in ambito urbano, grandi opere) e industriali (p.e. impianti di produzione di energia e di stoccaggio di combustibili, comunità energetiche), insieme con gli strumenti, le strategie e le tecnologie più efficaci per la prevenzione e gestione di tali rischi in condizioni normali di esercizio e di emergenza. La presenza di curricula specialistici che approfondiscono specifiche tematiche nell’ambito di rischi specifici e/o strategie di mitigazione dei rischi che caratterizzano le infrastrutture critiche civili e industriali consentiranno di completare la formazione fornendo competenze in questi ambiti specifici dell’ingegneria civile ed industriale.
Pertanto, il nuovo CdLM disegna essenzialmente una figura professionale ingegneristica in possesso di una solida preparazione interdisciplinare nell’ambito della sicurezza industriale e civile, che opera nell’ambito della gestione delle sicurezza nelle infrastrutture critiche civili ed industriali applicando modelli, metodologie, tecnologie per garantire una prevenzione efficace dei rischi industriali, strutturali e antropici, ed una gestione resiliente di tali sistemi, anche in situazioni calamitose per le quali si richiede di sviluppare e mettere in pratica interventi di mitigazione e protezione dagli specifici rischi.
Il corso di studi prevede una didattica caratterizzata da una forte integrazione con le imprese ed enti - che saranno coinvolti attraverso l’organizzazione di seminari, convegni e visite aziendali -, attività di carattere laboratoriale e tirocini: in tal modo, la didattica sarà pienamente integrata con le esigenze del mercato del lavoro, migliorando il potenziale di placement dei laureati in uscita.
Il percorso formativo nasce come inter-ateneo tra l’Università del Salento e il Politecnico di Bari: tra le due università è già attiva una collaborazione anche su queste tematiche di ricerca con l’istituzione di un dottorato inter-ateneo in ingegneria della sicurezza e sostenibilità. Gli Atenei coinvolti promuoveranno attività finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro mediante interazione con imprese ed enti che operano sia sul territorio locale, sia su scala nazionale, e che sono coinvolti a vario titolo nella gestione e protezione delle infrastrutture critiche.
Il corso nasce già con una forte proiezione
internazionale, in considerazione del ruolo dell’Università del Salento di coordinatore di un network nell’ambito di UNIMED
– Mediterranean Universities Union che riguarda la “Safety and Security of Critical Infrastructures” e che coinvolge diversi

Atenei della riva sud del Mediterraneo, dei Balcani e dell’Europa, e con in quali è già stata avviata una interlocuzione per creare uno spazio unico di formazione sul tema, che potrà auspicabilmente portare alla definizione di una Università
Europea e Mediterranea proprio sulle tematiche del percorso formativo in esame.

Inoltre tale progetto formativo si
inserisce nel progetto PNRR MUR “Patti territoriali dell’alta formazione per le imprese”, finanziato al vinto dal sistema universitario pugliese, dal titolo “Open Apulia University”, finalizzato a colmare il gap di competenze nel capitale umano ed il mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Puglia in alcune aree critiche per lo sviluppo regionale, è stato evidenziato il fabbisogno di formazione in tema di sicurezza e resilienza delle infrastrutture, delle costruzioni e dei territori.
Il percorso formativo si articolerà in curricula erogati in lingua italiana (presso il Politecnico di Bari) e in inglese (presso l’Università del Salento).
Nel percorso comune del CdLM, sono fornite competenze legate:
alla identificazione del rischio (hazard) attraverso la quantificazione della pericolosità, della esposizione e vulnerabilità della specifica infrastruttura tramite metodologie quantitative;
ai modelli per l’analisi quantitativa dei rischi strutturali in infrastrutture sia di tipo civile sia industriale;
ai modelli organizzativi (quali le organizzazioni ad elevata affidabilità) di gestione del rischio in ottica resiliente e sostenibili p.e. che supportano approcci sia di tipo preventivo sia proattivo (business continuity);
ai modelli di base per l’utilizzo di tecnologie digitali per l'analisi delle informazioni con approcci cyberfisici applicati alle fasi di monitoraggio di infrastrutture civili ed industriali;
alle metodologie per la progettazione e gestione di infrastrutture resilienti, con particolare riferimento alle infrastrutture energetiche;
alla normativa internazionale e nazionale in merito alle problematiche di sicurezza e resilienza delle infrastrutture civili ed industriali;
alla progettazione di strumenti per la mitigazione di rischi specifici caratterizzanti le infrastrutture critiche civili ed industriali e di piani per la gestione dell’emergenza.
L’articolazione in curricula permette poi l’acquisizione di competenze specialistiche nell’ambito di specifici ambiti tematici, quali la sicurezza impiantistica e strutturale di infrastrutture industriali e civili, la progettazione di strumenti e strategie volte a mitigare i rischi specifici, con particolare riferimento ai rischi antropici che coinvolgono sempre di più le infrastrutture civili ed industriali.
Il tirocinio curriculare consente allo studente la comprensione dei legami tra teoria e pratica professionale e l’integrazione tra le conoscenze teoriche, acquisite nel CdLM e le applicazioni concrete nella prassi professionale, oltre che
l’apprendimento di procedure e metodologie tipiche della professione di ingegnere.
La didattica adotta un approccio innovativo e multidisciplinare basato su casi di studio, approcci esperienziali, coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti nelle attività di formazione, partecipazione a openlabs e a contamination labs, e attività’ laboratoriale e/o progettuale, senza escludere specifiche visite in-situ, mirante ad affiancare gli strumenti tradizionali a quelli più innovativi, quali strumenti digitali e strumentali di ultima generazione.



La laurea magistrale si inserisce nell’ambito della classe della laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza (LM 26), che costituisce – per sua natura - un ambito 'trasversale' ed interdisciplinare dell’ingegneria, industriale civile: il progetto formativo proposto mira a sviluppare competenze per gestire e risolvere le varie problematiche legate alla sicurezza e alla resilienza di infrastrutture civili ed industriali. Obiettivo del corso di studio è sviluppare un approccio innovativo ed interdisciplinare alle problematiche legate alle tematiche della sicurezza di infrastrutture critiche di tipo industriale e civile sviluppando approcci multi-disciplinari dove le competenze dei singoli ambiti (industriale e civile) si integrano tra di loro con l’obiettivo di formare specialisti nell’ambito della sicurezza e protezione delle infrastrutture critiche. Negli ultimi anni insieme ai tradizionali problemi legati alla sicurezza fisica delle costruzioni civili e industriali e degli impianti, stanno infatti emergendo nuove tipologie di rischi che interessano le infrastrutture civili ed industriali, e che risultano critichi per queste tipologie di infrastrutture critiche: si spazia infatti dai rischi ambientali (quali terremoti, frane, alluvioni, cambiamento climatico), ai rischi strutturali ed impiantistici tipici di tali tipologie infrastrutture, ma che hanno un potenziale di danno amplificato in ambito infrastrutture critiche.
Il corso fornisce pertanto conoscenze sulle metodologie quantitative di valutazione dei rischi in ambito complesso, per l’analisi del rischio strutturale ed impiantistico delle infrastrutture civili ed industriali, ma anche su nuovi modelli organizzativi per il supporto di una gestione integrata e sostenibile dei rischi in ambiti di infrastrutture critiche, ai modelli di analisi delle informazioni in ottica cyberfisica supporto del monitoraggio di infrastrutture, alla normativa nazionale ed internazionale nell’ambito delle infrastrutture civili ed industriali, insieme con competenze specialistiche sui rischi specifici di tali sistemi e gli opportuni strumenti e strategie di mitigazione e controllo.
Il laureato magistrale in Ingegneria per la sicurezza delle Infrastrutture critiche industriali e civili è in possesso di una solida preparazione nei campi dell’analisi, della valutazione e della prevenzione del rischio, ed è in grado di progettare e gestire interventi tradizionali e innovativi per la sicurezza di infrastrutture e costruzioni, che spaziano dal settore industriale (p.e. impianti e sistemi di produzione e stoccaggio in ambito energetico) al settore civile (p.e. ponti, viadotti, reti idriche, costruzioni complesse). Le conoscenze interdisciplinari fornite nel corso si focalizzano negli ambiti dell'ingegneria civile ed industriale e consentono al laureato di ideare e realizzare sistemi di prevenzione e protezione nel campo della sicurezza tecnica, strutturale, impiantistica, e territoriale e dei relativi modelli di resilienza di infrastrutture critiche industriali e civili. In dettaglio, il percorso formativo integra conoscenze nell’ambito degli strumenti di analisi quantitativa dei rischi e dei modelli di resilienza, con conoscenze specialistiche nell’ambito della sicurezza industriale, delle infrastrutture civili e delle costruzioni. In definitiva, il laureato magistrale è in grado di applicare il binomio “sicurezza – sostenibilità” rispettando, oltre ai requisiti tecnici, le necessità sociali, ambientali ed economiche, interfacciandosi efficacemente con tutte le figure professionali coinvolte in un processo di convergenza di specialità disciplinari differenti ma necessarie per la gestione della sicurezza di infrastrutture critiche nel contesto moderno.
Tale formazione conferisce al laureato le basi per l’avanzamento delle proprie conoscenze mediante formazione dottorale o con corsi di alta formazione professionale/industriale, e la capacità di gestire ed elaborare informazioni e scelte progettuali e di gestione in ottica integrata di sicurezza: ciò punta a fornire al territorio professionalità cruciali per affrontare le sfide delle transizioni in atto.
Il corso di studi prevede una didattica caratterizzata da una forte integrazione con le imprese ed enti - che saranno coinvolti per seminari e visite di cantieri, impianti ed aziende -, attività di carattere laboratoriale e tirocini: in tal modo, la didattica sarà più rispondente alle esigenze del mercato del lavoro, migliorando il potenziale di placement dei laureati in uscita. Gli Atenei coinvolti offriranno inoltre attività di inserimento nel mondo del lavoro mediante interazione con imprese ed enti che, sul territorio, operano in contesti di mercati innovativi.

Il percorso formativo si articolerà in un percorso comune dove saranno fornite le basi metodologiche interdisciplinari all’intero percorso formativo integrando le tematiche della sicurezza industriale e con quelle della sicurezza strutturale in civile focalizzandosi sulle infrastrutture critiche, con conoscenze legate ai modelli organizzativi e normativi, e da curricula specialistici, che consentono di approfondire tematiche specifiche nell’ambito della prevenzione e monitoraggio di rischi specifici in ambito industriale, delle costruzioni, e delle strategie e strumenti di mitigazione di rischi in particolare legati al territorio.
Il percorso formativo è atto a garantire una solida preparazione, sia scientifica che tecnico applicativa, nelle discipline caratterizzati la classe, per permettere un agevole approfondimento ed aggiornamento delle conoscenze necessarie per garantire una elevata professionalità della figura dell'Ingegnere della Sicurezza delle Infrastrutture critiche industriali e civili al passo dei tempi e spendibile in contesti lavorativi nazionali ed internazionali.

I contenuti di base comuni a tutti gli indirizzi del percorso forniscono competenze multi-disciplinari legate:
* ai modelli e le tecniche basate su approcci cyber-fisici per l’ analisi dinamica dei rischi (ING-INF/05);
* ai modelli quantitativi per l’analisi del rischio e analisi dell’affidabilità in sistemi infrastrutturali critici (ING-IND/17);
* ai modelli di analisi quantitativa del rischio specifico connesso con le infrastrutture industriali e civili ad elevato grado di complessità, con particolare riferimento all’impiego dei nuovi materiali ed al rischio sismico (ICAR/08, ICAR/09);
* ai modelli organizzativi a supporto di gestione dei rischi in ottica di resilienza e sostenibilità (ING-IND/35, SECS-P/06);
* ai modelli per la progettazione affidabile e resiliente di infrastrutture critiche resilienti (ING-IND/09);
* alla normativa nazionale e internazionale in merito alle problematiche di sicurezza delle infrastrutture critiche industriali e civili (IUS/20, IUS/10).

L’articolazione in curricula permette poi l’acquisizione di competenze specialistiche negli ambiti specifici dell’ingegneria civile ed industriale. In particolare, la scelta del curriculum specialistico consente di approfondire tematiche specialistiche in ambito civile o industriale consentendo così la preparazione specifica per l’iscrizione all’esame dello specifico Albo professionale.
In particolare i curricula specialistici nell’ambito dell’ingegneria civile forniscono le competenze specialistiche legate:
• alla prevenzione e monitoraggio di rischi caratterizzanti le infrastrutture civili: la gestione dei rischi di interferenza, la gestione sostenibile in ottica energetica di infrastrutture civili e costruzioni (ING-IND/11)
complesse, la gestione della sicurezza delle infrastrutture civili in condizioni di emergenza quali quella derivanti da sisma e incendio (ICAR/08, ICAR/09).
• la resilienza delle infrastrutture civili: sono sviluppate competenze multi-disciplinari che coinvolgono lo studio dei modelli di analisi del rischio idrogeologico e lo studio delle conseguenti misure di mitigazione del rischio, la sicurezza e la resilienza in ambito idraulico delle infrastrutture, lo studio di modelli per la mitigazione dei rischi territoriali tramite una pianificazione territoriale resiliente insieme con gli strumenti ed i modelli per il monitoraggio di infrastrutture tramite tecnologie digitali.

In particolare i curricula specialistici nell’ambito dell’ingegneria civile forniscono le competenze specialistiche legate:
• prevenzione e monitoraggio di rischi caratterizzanti le infrastrutture critiche industriali: sono sviluppate competenze multi-disciplinari negli ambiti legati alla sicurezza strutturale di sistemi meccanici ad alta complessità, dei sistemi elettrici in ottica integrata sicurezza e continuità di servizio, alle tecnologie di produzione innovative a supporto di sistemi resilienti in ottica di sostenibilità, allo studio di strumenti per garantire la continuità e la sicurezza dei processi di comunicazione delle informazioni per le infrastrutture industriali.
Il tirocinio curriculare consente allo studente la comprensione dei legami tra teoria e pratica professionale e l’integrazione tra le conoscenze teoriche, acquisite nel Corso e le applicazioni concrete nella prassi professionale; l’apprendimento di procedure e metodologie tipiche della professione di ingegnere; la progressiva acquisizione, sotto la stretta supervisione del tutor, di competenze relative al ruolo professionale, in relazione ai differenti contesti di lavoro in cui operano gli ingegneri nelle diverse specifiche discipline. Il tirocinante potrà realizzare la sua esperienza pratica in diverse strutture (pubbliche o private), compresi i laboratori dell’Ateneo, nelle quali si realizzano attività di progettazione, produzione, implementazione, misure e controlli, diagnostica negli ambiti di interesse del corso.

La didattica adotta un approccio innovativo e multidisciplinare basato su casi di studi e attivita’ laboratoriale e/o progettuale, mirante ad affiancare gli strumenti tradizionali ai più attuali strumenti di analisi e valutazione dei rischi, rendendo il laureato pienamente operativo anche sulle principali piattaforme software di interesse.

La prova finale fornisce allo studente un'ulteriore opportunità di approfondimento e di verifica delle capacità di analisi ed elaborazione delle competenze maturate e del lavoro svolto mettendo in evidenza la padronanza degli argomenti, le abilità acquisite relative al pensiero critico e alla comunicazione efficace sia scritta che parlata, applicata alle conoscenze tecniche ed alla loro divulgazione e comprensione generale. Parte integrante della prova sarà un elaborato progettuale, che verrà prodotto attraverso una modalità di interazione laboratoriale con un gruppo multidisciplinare di docenti guida.


La prova finale ha l'obiettivo di verificare il livello di maturità e la capacità critica dei laureandi, con riferimento agli apprendimenti e alle conoscenze acquisite, a completamento delle attività previste dall'ordinamento didattico. La prova finale consiste nella presentazione di un elaborato scritto, caratterizzato da una particolare originalità ed innovazione, che abbia finalità di verifica su maturità acquisita e capacità di esposizione. La prova finale costituisce una occasione formativa individuale a completamento del percorso curriculare. L’elaborato proposto per la prova finale che si riferisce ad una esperienza pratico-operativa ed è redatto dallo studente con il supporto di un docente (relatore). L’ assegnazione del relatore, le modalità di discussione della tesi e di attribuzione del voto sono regolate dalle disposizioni previste dal
Regolamento didattico del CdS.

La prova finale consiste in un lavoro di tesi svolto dallo studente su un argomento parte del piano di studi. L'elaborato, prodotto sotto la guida di un docente relatore, può essere puramente compilativo o risultato di un lavoro originale di ricerca svolto anche all'estero. I lavori di ricerca vengono esaminati in contraddittorio nel corso di un seminario tenuto alla presenza di un controrelatore. La valutazione finale viene effettuata da una commissione di laurea al termine della cerimonia pubblica di dissertazione, valutando in aggiunta l'intera carriera del laureando. Gli appelli di laurea vengono
interamente gestiti on-line tramite una apposita procedura TOL ( Tesi on line), dall'assegnazione della tesi sino alla verbalizzazione dell'esame finale.
Requisito di ammissione al Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria della sicurezza delle infrastrutture industriali e civili è il possesso della laurea o del diploma universitario di durata triennale. Il riconoscimento del titolo di studio estero avviene nel rispetto della normativa e degli accordi internazionali vigenti.
L'accesso è subordinato al possesso di requisiti curriculari e all'adeguatezza della preparazione personale scientifico- tecnica e linguistica, secondo quanto previsto dall'art. 6 comma 2 del DM 270/04.
Il possesso dei requisiti curriculari si ritiene verificato con il possesso di un titolo conseguito nella classe delle lauree L-7 (Ingegneria Civile e Ambientale), L-9 (Ingegneria Industriale); ovvero di una laurea di I livello nelle classi di laurea equipollenti a quelle elencate sopra ex DM 509/99; ovvero un titolo di studio conseguito all’estero riconosciuto idoneo.
Per laureati provenienti da altre classi di laurea triennale, come ad esempio L-17 Scienze dell’Architettura ed L-23 Scienze e Tecniche dell’Edilizia, è richiesto il possesso dei seguenti requisiti curriculari minimi:
- 24 CFU tra le attività formative di base nei SSD: MAT/03, MAT/05, MAT/07, MAT/09, FIS/01, CHIM/07.
- 42 CFU tra le attività formative nei seguenti SSD caratterizzanti la classe di laurea magistrale LM-26: ICAR/02, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/11, ICAR/17, ING-IND/08, ING-IND/10, ING-IND/11, ING-IND/13, ING-IND/14, ING-IND/16, ING- IND/17, ING-IND/31, ING-IND/35, ING-INF/01, ING-INF/02, ING-INF/03, ING-INF/05, ING-INF/07.
Qualora non siano soddisfatti i requisiti curriculari, il candidato potrà immatricolarsi alla Laurea Magistrale dopo avere dimostrato il conseguimento delle integrazioni curriculari prescritte, che potranno essere soddisfatte anche attraverso l’iscrizione a corsi singoli.
Inoltre, per l'accesso si deve dimostrare di essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari.
Infine, il regolamento vigente per l’accesso ai corsi magistrali al consiglio didattico di Ingegneria Industriale indica le modalità di dettaglio per la verifica del possesso dei requisiti curriculari e della adeguatezza della personale preparazione, anche con riferimento alla conoscenza della lingua inglese.
Al fine dell'immatricolazione al Corso di Laurea Magistrale è necessario che lo studente abbia dei requisiti curriculari e relativi alla conoscenza della lingua inglese descritti nel quadro A3.a), e che abbia un'adeguata preparazione personale, accompagnata da capacità di ragionamento logico, conoscenza e capacità di utilizzare gli strumenti matematici e i fondamenti delle scienze sperimentali dell’ingegneria.
La preparazione personale è accertata mediante una prova obbligatoria di valutazione preliminare all’accesso al Corso di Laurea Magistrale: la prova consiste in un colloquio con una Commissione di Valutazione istituita a tale scopo dal
Consiglio del Corso di Studi. In esito allo svolgimento della prova, potranno iscriversi gli studenti che avranno conseguito l’idoneità. Il mancato superamento della prova di verifica dell'adeguatezza della preparazione individuale non permette
l'iscrizione. Le prove di verifica, programmate secondo il Bando annuale di ammissione, dovranno in ogni caso essere precedute, per singolo candidato, dalla verifica di sussistenza dei requisiti curriculari previsti. Il colloquio verterà sugli ambiti disciplinari di base e caratterizzanti elencati nel quadro A3.a).
I candidati in possesso di un titolo di laurea triennale, o titolo estero equivalente, con un voto di laurea uguale o superiore a 85/110, sono esonerati dal colloquio di valutazione della preparazione individuale e pertanto direttamente ammessi all’iscrizione al corso di laurea.
Per gli allievi iscritti ad altri CdLM in ingegneria, o in possesso di una laurea triennale al di fuori delle classi sopra riportate che desiderano rispettivamente trasferirsi o iscriversi presso il nuovo CdLM, si valuteranno i CFU acquisiti in relazione ai rispettivi insegnamenti e SSD, riconoscendo i CFU o assegnando dei debiti formativi a seconda del caso, attraverso il lavoro di una apposita commissione carriere studenti che sarà istituita in seno al nuovo CdS.

Profilo

Ingegnere della sicurezza nell’ambito delle infrastrutture critiche industriali civili

Funzioni

Il laureato magistrale in Ingegneria per la sicurezza delle infrastrutture critiche industriali e civili possiede un bagaglio di conoscenze ad ampio spettro, che gli conferiscono spiccata autonomia decisionale e gli consentono di affrontare le sfide sempre più impegnative richieste nel settore della sicurezza delle infrastrutture civili ed industriali ad elevato livello di rischio, dove la presenze di rischi tradizionali si accompagna a rischi emergenti di diversa natura, e, quindi sono necessarie competenze interdisciplinari nell’ambito dell’ingegneria industriale e civile che consentono al laureato di coordinandosi efficacemente con le altre figure professionali coinvolte nell’intero ciclo di vita della specifica infrastruttura.
In particolare il laureato potrà svolgere l’attività di:
• analista del rischio in fase di progettazione e gestione di infrastrutture civili e/o industriali;
• responsabile sicurezza nel settore delle infrastrutture civile e/o industriali;
• consulente tecnico per organi di controllo e vigilanza della Pubblica Amministrazione;
• progettista di opere di mitigazione dei rischi;
• responsabile dello sviluppo e della gestione dei piani di emergenza di sistemi infrastrutturali con particolare riferimento alle infrastrutture critiche civili ed industriali;
• libero professionista esperto di sicurezza e resilienza di sistemi complessi in ambito civile e industriale;
• safety manager in aziende ed enti pubblici;
• pianificatore e gestore delle emergenze su scala territoriale (protezione civile).

Competenze

Il laureato Magistrale in Ingegneria per la sicurezza delle Infrastrutture critiche industriali e civili ha competenze interdisciplinari- con particolare riferimento ai settori dell'ingegneria civile ed industriale- , sempre più richieste in ambito sicurezza integrata in ottica di sostenibilità e resilienza di sistemi ad elevata complessità e rischio, quali le infrastrutture civili ed industriali, che gli permetteranno di affrontare efficacemente ed in modo appropriato problemi di sicurezza ed analisi del rischio per sistemi complessi quali le infrastrutture civili (strade, viadotti, costruzioni, etc.) e le infrastrutture industriali (quali gli impianti di produzione e distribuzione energia) definendo soluzioni progettuali e di gestione in ottica di mitigazione di rischi tradizionali (i.e. impiantistici, strutturali) ed emergenti (i.e. rischi antropici, rischi legati al cambiamento climatico). La formazione, anche per effetto del coinvolgimento di enti ed imprese, dell’esperienza del tirocinio e del carattere laboratoriale e progettuale della prova finale punta a conferire al laureato magistrale, in piena coerenza con gli obiettivi formativi caratterizzanti la Classe di Laurea LM-26, la capacità di integrarsi immediatamente in organizzazioni complesse pubbliche e private operanti nel campo dell’ingegneria ingegneria civile e/o industriale, con particolare riferimento alla progettazione e gestione in condizioni normali e di emergenza di infrastrutture civili ed industriali in relazione a diverse tipologie di rischi (industriali, strutturali, antropici). Le competenze sviluppate integrando tematiche legate alla sicurezza in ambito civile ed industriale ampliate con le conoscenze specialistiche legate a rischi specifici emergenti ed ai relativi sistemi di prevenzione e mitigazione, ma anche ai modelli di resilienza per progettare infrastrutture complesse, consento al laureato di operare nei settori della analisi e prevenzione dei rischi industriali ed antropici, nella progettazione di sistemi efficaci di prevenzione e mitigazione dei rischi delle infrastrutture civili ed industriali e nel settore della protezione civile.

Sbocco

Il laureato integrando efficacemente competenze nell’ambito dell’ingegneria civile ed industriale, può svolgere una ampia varietà di attività nel settore dell’ingegneria della sicurezza all'interno di aziende operanti nella progettazione e/o gestione di infrastrutture civili ed industriali operando negli specifici settori in società di consulenza specializzate, organizzazioni pubbliche e private.
In dettaglio, il laureato magistrale può trovare collocazione presso studi professionali e società di ingegneria specializzate in progettazione industriale e territoriale, nelle pubbliche amministrazioni (nazionali ed internazionali) ed enti territoriali che gestiscono infrastrutture, reti, costruzioni e sistemi critici dal punto di vista della sicurezza, e che si occupano di pianificazione e gestione di infrastrutture industriali e civili. Tra gli sblocchi occupazionali si annoverano anche quelli relativi a centri di ricerca che si occupano di queste tematiche e/o i percorsi di dottorato inerenti l’ingegneria della sicurezza delle infrastrutture. In proposito, si rammenta che tra le università proponenti è stato istituito un dottorato inter-ateneo in ingegneria della sicurezza e sostenibilità.

Piano di studi

CIVIL INFRASTRUCTURES

INDUSTRIAL ENGINEERING SYSTEMS

SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE E DELLE COSTRUZIONI DEL PATRIMONIO